Nella chiesa di san Giuseppe è possibile seguire il percorso penitenziale del Giubileo Francescano, in cinque tappe a partire dall’ingresso principale. Potrete trovare il depliant completo alla prima tappa.

LA PRIMA TAPPA È DAVANTI AL CROCEFISSO
Adorare la croce è un gesto di profondo legame e amore che ci
immerge in quell’amore che il Signore ha donato per salvarci dalla
morte.
Impara ad adorare la croce…impara a stare nell’amore di Gesù, a
sostare in Lui, con Lui e per Lui…e non avrai più paura di non essere
amato e non ti sentirai più solo. San Francesco descrive questo
passaggio con una bellissima invocazione che si trova nel suo
testamento:
“ll Signore dette o me, frate Francesco, d’incominciare a fare
penitenza così: quando ero nei peccati mi sembravo cosa troppo
amara vedere i lebbrosi e il Signore stesso mi condusse tra loro e usai
con essi misericordia. E allontanandomi da essi, ciò che mi sembrava
amaro mi fu cambiato in dolcezza d’animo e di corpo. E di poi, stetti
un poco e uscii dal mondo. E il Signore mi dette tale fede nelle chiese
che io così semplicemente pregavo e dicevo: Ti adoriamo, Signore
Gesù Cristo, qui e in tutte le tue chiese che sono nel mondo intero e
ti benediciamo, perché con la tua santa croce hai redento il
mondo.” (F.F. 110-11L)

SECONDA TAPPA: AL FONTE BATTESIMALE
Accostandoti all’acqua benedetta fai memoria del tuo
Battesimo e segui alcune riflessioni.
Ascolta S. Paolo (Romani 6,6-11): (Fratelli) se siamo stati
totalmente uniti a lui con una morte simile alla sua, lo saremo anche
con una risurrezione simile alla sua. lJna cosa sappiamo di certo:
l’uomo vecchio che è in noi ora è stato crocifisso con Cristo, per
distruggere la nostra natura peccaminosa e liberarci dal peccato.
Colui che è morto è libero dal dominio del peccato. Ma se siamo
morti con Cristo, crediamo che vivremo con lui, e perché sappiamo che
Cristo, risuscitato dai morti, non muore più: la morte non ho più
potere su di lui. Quando egli mori, morì nei confronti del peccato
una volta per sempre, ma ora vive, e vive per Dio. Cosi, anche voi,
consideratevi morti al peccato, ma viventi per Dio, con Cristo Gesu
(Romani 6,6-L1″)
Ascoltando queste parole, riesci a sentire che il battesimo è
realmente il fondamento della tua vita di fede?
Riconosci quanto sia una forza che spinge da dentro la tua vita
verso un profondo rinnovamento di cui non devi avere paura?
Avvicinati ora al Battistero e, davanti al luogo in cui sei stato
immerso nella morte e Resurrezione di Cristo, rinnova la
professione della fede:
lo credo in Dio, Padre onnipotente,
Creatore del cielo e della terra.
E in Gesù Cristo, Suo unico Figlio, nostro Signore,
il quale fu concepito di Spirito Santo, nacque da Maria Vergine,
patì sotto Ponzio Pilato, fu crocifisso, morì e fu sepolto;
discese agli inferi; il terzo giorno risuscitò da morte;
salì alcielo, siede alla destra di Dio Padre onnipotente:
di là verrà a giudicare i vivi e i morti.
Credo nello Spirito Santo, la santa Chiesa cattolica,
la comunione dei santi, la remissione dei peccati,
la risurrezione della carne, la vita eterna. Amen

LA TERZA TAPPA È PRESSO LA STATUA DI SAN FRANCESCO
Francesco è uno degli esempi più belli di conversione! Da una
vita ripiegata su se stesso ad una esistenza nuova, seguendo
Gesù e il suo vangelo, nella più grande semplicità e
nell’abbandono al volere di Dio. Francesco ha imparato a seguire
il Signore passo dopo passo, ma con grande fermezza. Non
frapponeva indugio nell’obbedire a quello che capiva essere
volontà di Dio! Quando vide la chiesetta di san Damiano che
stava crollando e la voce di Gesù che gli diceva: “Francesco, va’ e
ripara la mia chiesa!” non sapeva certamente che Dio voleva
riformare la chiesa attraverso il suo luminoso esempio.
Capì semplicemente che doveva andare a raccogliere delle pietre per rimettere a posto quel rudere fatiscente! E si mise al lavoro.
Senza questo primo passo e tanti altri piccoli e possibili passi
che Dio gli mostrava, non avremmo avuto il grande Santo che
continua ad attrarci anche dopo 800 anni!
Anche tu chiediti “Signore, che cosa mi chiedi di cambiare in
questo momento della mia vita? Che cosa posso fare per morire
al mio egoismo ed essere più attento alla tua voce e al grido
dei miei fratelli? “. Qualcosa non di impossibile, ma che sia alla
tua portata e prega così con Francesco:
Alto e glorioso lddio
lllumina il cuore mio,
dammi fede retta, speranza certa , carità perfetta.
Dammi umiltà profonda, dammi senno e cognoscimento
Che io possa sempre seguire con gioia i tuoi comandamenti.
Rapisca ti prego, Signore,
l’ardente e dolce forza del tuo amore
la mente mia da tutte Ie cose
perché io muoia per amor tuo
come tu moristi per amor dell’amor mio, dell’amor mio

LA QUARTA TAPPA È PRESSO LA STATUA DELLA MADONNA
La devozione mariana di Francesco non è semplicemente una
devozione sentimentale ma attinge a un’esperienza particolare e del
tutto originale della presenza glorificata di Maria avvenuta nella
chiesetta di Santa Maria degli Angeli, dedicata all’Assunzione. Non
tanto una vera e propria apparizione, ma un’esperienza profonda
della presenza di Maria in quel luogo.
Luogo santo è la chiesetta di Santa Maria degli Angeli e luogo santo è
Maria come Francesco la chiama in una preghiera da lui composta.
Ed è con questa preghiera che ti invito a guardare Maria, invocare
lei, che facendosi grembo accogliente della Parola di Dio, l’ha
generata dando alla luce Cristo e ha condiviso con lui tutta la sua
esistenza fino ad essere associata, come primizia della Chiesa, alla
gloria del Padre:
Ave Signora, santa regina santa genitrice di Dio, Maria,
che sei vergine fatta Chiesa ed eletta dal santissimo Padre celeste,
che ti ha consacrata insieme al suo Figlio diletto
e con lo Spirito Santo Paraclito;
tu in cui fu ed è ogni pienezza di grazia e ogni bene.
Ave, suo palazzo, ave, suo tabernacolo, ave, sua casa.
Ave, suo vestimento, ave, sua ancella, ave, sua Madre.
E saluto voi tutte, sante virtù, che per grazia dello Spirito Santo
venite infuse nei cuori dei fedeli, perché da infedeli
fedeli a Dio li rendiate

LA PROSSIMA TAPPA: IL CONFESSIONALE DOVE PUOI VIVERE IL
SACRAMENTO DELLA RICONCILIAZIONE.
Nel luglio l-216 San Francesco parla con Cristo: “Poiché è un misero
peccatore che Ti parla, o Dio misericordioso, egli Ti domando pietà
per i suoi fratelli peccatori; e tutti coloro i quali, pentiti, varcheranno
le soglie di questo luogo, abbiano da te o Signore, che vedi i loro
tormenti, il perdono delle colpe commesse“.
Come si ottiene l’indulgenza plenaria?
Dopo l’opera buona che hai appena compiuto con il percorso
penitenziale e la recita del Credo, accostati al Sacramento della
Riconciliazione e Confessione, alla Comunione Eucaristica e prega
secondo le intenzioni del Santo Padre (Padre nostro, Ave Maria,
Gloria), con animo distaccato dal peccato. L’indulgenza è applicabile
anche in suffragio per le anime del purgatorio.
