Assenti: Marco Guggiari, M. Cristina Taddei, Marta Magatti, Simone Zoccola, Martina Colombo, Annalisa Tornielli.
Viene approvato il verbale della seduta precedente.
Riguardo alla conversazione nello Spirito, padre Dino ritiene che si tratti di uno stile da adottare in tutti gli incontri, come suggerito anche dal Vicariato. Tuttavia, richiede tempo per essere assimilato pienamente, e non ci si può aspettare di metterlo in pratica da subito.
Questo metodo è stato utilizzato, ad esempio, nella preparazione dell’incontro con il Vescovo, ponendo particolare attenzione all’ascolto, che rappresenta l’elemento centrale soprattutto nella fase iniziale. È fondamentale accostarsi agli altri senza pregiudizi, accogliendo con rispetto il loro pensiero. Inoltre, si impara a non intervenire con impazienza o prepotenza, ma ad attendere che l’altro abbia concluso il proprio intervento – una prassi che dovrebbe essere naturale, ma che spesso non lo è.
Naturalmente, questo stile di dialogo risulta più efficace nei gruppi non troppo numerosi, poiché in gruppi ampi si rischia di cadere nella ripetitività e di prolungare eccessivamente i tempi. La suddivisione in sottogruppi potrebbe rappresentare una soluzione, ma comporta delle difficoltà pratiche: servirebbe infatti un verbalizzante per ogni sottogruppo e poi una sintesi finale, il che rende il processo meno funzionale.
Successivamente si è passati a spiegare la differenza tra ministeri di fatto e ministeri istituiti (cfr. foglio distribuito).
Un esempio concreto di ministero di fatto è quello dell’accoglienza, nato in parte come risposta a un’esigenza sorta durante il periodo del Covid. Potrebbe essere piacevole, ad esempio, essere accolti con un sorriso all’ingresso della chiesa, magari ricevendo un foglietto e il libretto dei canti. In quest’ottica, il ministero dell’accoglienza è forse uno dei più semplici da attuare concretamente.
Si avanzano alcune proposte per avviare il servizio di accoglienza: una delle idee è coinvolgere i bambini durante la Messa delle 10, chiedendo loro di arrivare in anticipo per provare insieme i canti e impararli. Questo potrebbe anche contribuire a ridurre la confusione che spesso si crea prima della celebrazione.
Come avviene già in altre parrocchie, si potrebbe pensare di affidare proprio ad alcuni bambini il compito di accogliere i loro coetanei all’ingresso della chiesa. Questo favorirebbe un’educazione all’accoglienza tra pari, sviluppando nei più piccoli un senso di responsabilità e partecipazione attiva.
Questa proposta risulta probabilmente più realizzabile per la Messa delle 10, rispetto a quella delle 18, dove – anche se non è detto – gli adulti potrebbero incontrare qualche difficoltà in più a vivere questa fase iniziale di accoglienza.
Successivamente si è passati a esaminare altri servizi alcuni già attivi in parrocchia, come:
• il servizio per il decoro della chiesa,
• i responsabili dell’addobbo floreale,
• la raccolta delle offerte,
• il gruppo liturgico,
• il servizio del salmista, che guida il canto del versetto del Salmo.
Tutti questi servizi comportano impegno e dedizione, e rappresentano un lavoro prezioso per la comunità .
Infine, è stato presentato il calendario delle prossime attività :
• 21 ottobre: celebrazione del mandato ai catechisti e inizio del catechismo;
• dal 17 ottobre: inizio degli incontri con Don Marco Cairoli sul Vangelo di Matteo;
• mercoledì: riprendono le prove del coro, che è alla ricerca di nuove voci e adesioni;
• 9 dicembre: accoglienza della reliquia del cingolo di San Francesco.