Care sorelle e cari fratelli,
rendo grazie a Dio che mi offre questo dono: iniziare con voi questo nuovo cammino.
Vengo con semplicità, con il desiderio di conoscervi, di ascoltarvi e di condividere con voi la vita di questa comunità che è stata arricchita della presenza di molti frati che ci hanno preceduto.
Ora siamo qui in cinque frati: Elia, Tommaso, Umberto, Lorenzo, ed io con un unico desiderio: essere fratelli in mezzo a voi e con voi.
Nella vita ognuno è alla ricerca di un po’ di pane, un po’ d’affetto e di sentirsi a casa da qualche parte.
Che la nostra parrocchia sia una casa: una casa aperta, semplice, dove tutti possano sentirsi accolti: i “San Giuseppini” ma anche tutti coloro che appartengono alla Chiesa di Como.
Ciascuno deve essere pietra viva, presenza che costruisce.
Ora, io sono qui. Camminiamo insieme, con semplicità e con il sorriso, affidandoci al Signore e seguendo l’esempio dei santi.
Fra due giorni ricorre il sesto anniversario dell’uccisine di don Roberto Malgesini di cui è in corso la causa di beatificazione e che molti di voi hanno conosciuto personalmente.
Roberto, sacerdote dal cuore semplice, vicino a Dio e agli ultimi, il 15 settembre del 2020 stava per iniziare la sua consueta distribuzione della colazione ai poveri quando, sotto la sua casa in piazza San Rocco, poco distante da questa nostra chiesa, venne colpito a morte da uno dei senza dimora che assisteva, un uomo con gravi problemi psichici.
Papa Francesco lo definì “testimone della carità verso i più poveri” e lo indicò come esempio tra i “servi fedeli di Dio, che non fanno parlare di sé, ma vivono così, servendo”.
Don Roberto resta una luce che continua a indicare la via della mitezza e della carità vissuta.
Sorelle e fratelli, grazie per la vostra accoglienza.
Sono davvero contento di essere qui con voi.
fra’ Giuseppe
appena disponibili condivideremo le immagini della giornata
