VERBALE CONSIGLIO PASTORALE del 15 novembre 2023

VERBALE CONSIGLIO PASTORALE PARROCCHIALE 15/11/2023

 

Assenti: Marco Guggiari, Simone Zoccola, Maria Cristina Taddei

In assenza di Marco Guggiari funge da moderatore Alessandro D’Aniello. 

Al primo punto dell’ordine del giorno il verbale viene approvato all’unanimità.

Per il secondo punto, lettura del capitolo quinto, del  Liber Sinodalis, Alessandro D’Aniello inizia il confronto e dice di essere stato colpito dall'invito a camminare insieme poiché, anche se lo si dà per scontato, molto spesso le divisioni esistono anche  tra di noi, nell’individualità di ognuno  e ci fanno deviare da quello che è il principio cardine della Chiesa, cioè l’unità. Anche nel nostro piccolo, nella nostra parrocchia, come oggi nel nostro CPP, siamo chiamati a camminare insieme. Aggiunge che il capitolo si sofferma anche sulla dedizione agli ultimi, come Chiesa inclusiva, che non esclude nessuno. Un concetto a volte scontato, ma molto spesso i nostri pregiudizi ci spingono a mettere in prima linea il nostro punto di vista e ad essere poco inclusivi nei confronti degli altri, anche nell'ambito parrocchiale.

dre Dino consegna una piccola sintesi riportando due domande: 1) “Quali sono gli ambiti della nostra esperienza parrocchiale in cui ci sembra stiano germinando e crescendo stili sinodali?” 2) “Quali atteggiamenti e virtù (sia umane che cristiane), ti sembrano necessarie affinché impariamo sempre più a camminare insieme nel Signore Gesù?”.

Gabriele La Corte riporta la sua esperienza sottolineando che, anche se sembra un po' scontato, lo sport di squadra porta a lavorare bene se c’è collaborazione fra tutti e tutte le volte in cui qualcuno ha tentato di prevaricare, magari anche in buona fede, le cose non hanno funzionato. I risultati positivi ci sono stati solo quando tutti hanno remato dalla stessa parte e assieme. Quando invece si tenta di imporre la propria personalità si lavora male.

Marina Monti riferisce di essere rimasta un po' confusa dalla lettura del capitolo. Oggi, all'interno del nostro credo molti cristiani la pensano in maniera differente l’uno dall’altro e si pongono diversamente, quando invece dovrebbe esserci un unico Verbo da seguire. Riprende la parte in cui si afferma che ognuno deve essere portatore di questa fede che dobbiamo trasmettere a tutti. Stiamo, invece, vivendo un periodo in cui si nasce cristiani,  ma non lo si è fino in fondo, anche se si è battezzati.  

Antonella Sapienza, nella lettura, è stata colpita dal concetto che tutti siamo bisognosi di misericordia e  andiamo in confusione quando lo dimentichiamo. Noi siamo battezzati e viviamo una vocazione. Siamo dei "chiamati" e per vivere questo  abbiamo bisogno di seguire un’autorità, avere dei punti chiari di riferimento.

Padre Dino rilegge:” La chiesa non è un club a numero chiuso, né un’élite di meritevoli, ma piuttosto la grande comunità di coloro che si riconoscono graziati, salvati, peccatori perdonati. Tutti nella chiesa ci sentiamo poveri e bisognosi di Misericordia. Questa è la nostra verità, al di là di ogni maschera: siamo fragili e dobbiamo prenderci cura gli uni degli altri”.  (L.S, n° p. 95) .  Viene in mente  il “beati i poveri in spirito”, quelli che si riconoscono bisognosi. Questo è il punto chiave! Spesso, infatti,  si ha la presunzione di potercela fare da soli. Quando in noi cresce questa umile consapevolezza di non potercela fare da soli, aumenta anche il desiderio di camminare insieme e la Chiesa diventa più capace di accogliere ed includere perché tutti condividiamo lo stesso cammino. Importante anche il modo in cui ci mettiamo in rapporto con i poveri, che in fondo, rivelano una parte di noi, ricordandoci che anche noi siamo persone ferite, che hanno bisogno di aiuto!  L'attenzione ai poveri è anche nella nostra tradizione francescana; i poveri sono i nostri maestri, ce lo ricorda l'esperienza stessa di San Francesco con i lebbrosi. Come già detto non dobbiamo pretendere di arrivare a chissà quale risultato, ma imparare a camminare insieme. 

Certo l'invito all’inclusività può generare confusione e paura;ma questo è ciò che la chiesa ora ci chiede ed è il modo in cui si può essere cristiani autentici.  Tante volte siamo sulla difensiva nei confronti dell'inclusione e camminare insieme non è facile. 

Alessandro D’Aniello ritiene che la Chiesa è sinodale quando riesce ad ascoltare gli altri, anche se lontani e questo è un dono. 

Walter Gemignani riferisce di aver fatto una riflessione sugli Atti degli apostoli perché ritiene che spesso si ha bisogno di uno scossone: è necessario una scossa per contrastare le contraddizioni di tutti i giorni tra ciò che viene proclamato e ciò che è attuato. 

Padre Lorenzo ricorda che la parola “Sinodo” significa proprio “camminare insieme”, e questo è lo stile specifico del discepolo di Gesù. Questi  ha chiamato i suoi discepoli perché stessero  e camminassero con lui. E questo  stare con lui  vuol dire condividere tutto con lui.  Le parrocchie sono nate proprio per questo motivo; delle comunità che vivono e camminano insieme perché unite da una fede che supera qualsiasi simpatia umana, al di là di tutte le contraddizioni. Si continua a insistere su questo perché forse è venuto meno l'origine per cui esistiamo come identità parrocchiale. Il primo sinodo, il centro di tutto, è la celebrazione dell'Eucarestia; la comunità che si ritrova per vivere assieme la comunione della fede.  Fra Lorenzo si pone  una domanda: perchè a volte non funziona? Non solo perché manca il motivo principale per cui esistiamo ma anche perché l'altro che è con me, nell’Eucarestia e poi nella vita, mi deve appartenere ed  io devo appartenere a lui. Se non viviamo questa appartenenza reciproca l'eucaristia viene privata di una dato essenziale!  Quando siamo in chiesa è perché cerchiamo Dio e quando lo facciamo siamo con i nostri fratelli. Quindi Dio, mentre noi cerchiamo lui, ci mette i fratelli a fianco. Se non sentiamo che i nostri fratelli ci appartengono e seguono lo stesso desiderio di cercare Dio è come se mancasse una parte troppo importante. Insieme camminiamo perché animati dalla stessa passione e dalla stessa priorità nella vita. Pur stando così le cose  dal punto di vista della fede che ci è stata trasmessa,  nella pratica poi la traduzione effettiva sembra non avvenire.   Tante volte c'è confusione perché si seguono magari cose giuste buone, ma che non sono le principali. Il punto principale deve essere Dio e i nostri fratelli, comunque siano fatti. Forse questo ci aiuterebbe a togliere la confusione e accettare la varietà che abbiamo attorno e forse così potremmo avere meno paura degli altri,  anche se diversi. Vivere un cammino sinodale e vivere con chi è diverso. 

Marita Villani è d'accordo e dice che ognuno arriva alla scelta di una vita di fede impegnata con tempi diversi. E’ importante andare a vedere quali sono gli ambiti della nostra parrocchia in cui già cerchiamo di camminare insieme.  Come Consiglio pastorale abbiamo l'opportunità di camminare  e di costruire insieme nei vari ambiti.

Padre Dino ricorda alcuni criteri offerti del vescovo di Bergamo, Monsignor Beschi, per capire se stiamo camminando insieme da cristiani: 1) Nelle iniziative concrete che intraprendiamo (ad esempio la festa del patrono), siamo capaci di diventare un po’ più amici e fiduciosi gli uni negli altri? 2)  Sappiamo che vivere insieme  è complicato. Se sorgono dei malintesi tra noi abbiamo il coraggio di chiarire i nostri punti di vista e perdonarci? 3)  Se c'è qualcuno in difficoltà ed ha un passo più lento siamo capaci di aspettarlo e accompagnarlo?  Riuscire in questo sarebbe appunto vivere bene la sinodalità e l’altra parola chiave dell’esperienza cristiana: la comunione. Questo termine significa sia dono che compito. Ci ricorda che l’unità tra i cristiani partecipa di quella che esiste nel seno della Santissima Trinità e si costruisce dentro il tempo con il nostro impegno diuturno.

Passando al terzo punto dell’Odg, Padre Lorenzo riferisce che è cambiato il Vicario foraneo  del Vicariato della Città di Como.  Dopo don Gianluigi Bollini è stato nominato don Fausto Sangiani, il quale ha chiesto di relazionare alle varie commissioni. Il consiglio pastorale vicariale scadrebbe il 31/12/23 e dovrebbe essere quindi rinnovato. ma, poiché alcune  parrocchie hanno ancora i rinnovi dei consigli pastorali si propone una proroga di un certo periodo.  Il consiglio pastorale vicariale e le parrocchie dovrebbero poi lavorare sulle questioni attinenti la visita al Vicariato da parte del Vescovo, che non sarà nell'immediato, ma si ipotizza nell’ autunno 2024. 

Padre Dino riferisce che la Messa delle 7.00, celebrata nella nostra chiesa di San Giuseppe, sarà trasmessa su Espansione TV dal lunedì al venerdì di ogni settimana. 

Al quarto punto, per quanto riguarda il periodo dell’Avvento si comunica che ci sarà, oltre alla novena del Natale, quella dell'Immacolata a partire dal 29/11 fino al 7/12. 

Tra le varie iniziative, la novena per gli adolescenti è ancora in fase di definizione, mentre quella per i giovani ci sarà venerdì 22/12 proprio nella nostra Chiesa.

Nella nostra parrocchia, dedicato in particolare ai bambini, vivremo il momento della luce di Betlemme giovedì 21/12 alle ore 20.30.

Le confessioni per le elementari e le medie saranno  nella settimana precedente il Natale durante l’ora di catechismo.  Per gli adulti invece le confessioni saranno sabato 23 dicembre.

Le messe domenicali delle 10:00 e delle 11:30 saranno unificate alle 10:30 dal 24/12 al 7/01. 

Il 24 dicembre la veglia inizierà alle 22.

E’ presente la ministra dell’ordine francescano secolare che Chiara Belpietro.  Per far conoscere l’OFS alla parrocchia, in occasione degli 800 anni del Presepe di Greccio ella  propone un momento di formazione,  per le famiglie in particolare, ma comunque aperto a tutti, dopo la messa delle 10,30, in oratorio,  domenica 17 dicembre.

La catechesi di Don Marco Cairoli è ripresa con un notevole successo.

Al punto quinto dell’Odg Marita Villani comunica che il progetto dell’aula studio è ripartito. C’è una coordinatrice che riceve un piccolo compenso . Si svolge il martedì e il venerdì dalle 15,30 alle 16,30 e vi prendono parte alcuni bambini con progetti anche personalizzati. Sono presenti e coadiuvano  alcuni  volontari della Parrocchia.

Gabriele La Corte comunica circa  la collaborazione tra la polisportiva di San Giuseppe e San Bartolomeo Libertas: non ci sarà una vera fusione ma un aiuto reciproco per l’utilizzo degli spazi.  L’idea è di aggregare le forze per questo primo anno a livello di spazi. Nell’anno successivo si valuterà se si riuscirà ad avere uno scambio di persone o addirittura aggregare le squadre.

La proposta per la data del prossimo incontro è quella del 17 gennaio 2024.

La seduta è tolta alle 22.32

 

Prossimi eventi

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