VERBALE CONSIGLIO PASTORALE 17 maggio 2023

VERBALE CONSIGLIO PASTORALE PARROCCHIALE 17/05/2023

(versione approvata dal Consiglio Pastorale del 20/09/2023)

Assenti: Antonella Speranza

L’incontro si apre con il resoconto del delegato del Consiglio degli affari economici che, secondo il regolamento dello stesso, art. 10, presenta ogni anno le componenti essenziali delle entrate e delle uscite che si sono verificate nel corso dell'esercizio annuale, nonché le eventuali risorse necessarie per le attività pastorali preventivate.

Delegato: il bilancio consuntivo del 2022 ha rispettato il preventivo. Per quanto riguarda i lavori eseguiti si è intervenuto in oratorio per la manutenzione e la ristrutturazione dell’ingresso del parco giochi, per l’installazione di un montascale, per le facciate esterna e interna, per il rifacimento del tetto delle facciate e per la sostituzione dei serramenti delle facciate e del salone. In generale le spese di gestione ordinaria, spiega, (energia elettrica, riscaldamento ma anche spese per il culto, i sacramenti, candele e ornamenti…) sono circa il 30% delle uscite. Un altro 30% è occupato dalle spese per le attività pastorali (campeggi, attività di solidarietà, Caritas ...) e poi l'altra voce importante presentata è la gestione ordinaria del patrimonio (manutenzione dei mezzi, assicurazione…).  Ci sono state spese straordinarie come sopra menzionato. Per quanto riguarda le entrate, una voce rilevante è quella delle questue, che quest’anno, dopo il Covid, sono diventate più importanti. 

Le spese ordinarie in preventivo saranno simili a quelle del 2022,  anche se l’unica voce che cambierà sarà quella prevista per riscaldamento ed energia elettrica, a causa dei notevoli rincari. Per le attività pastorali ci saranno spese per la Caritas. 

La gestione straordinaria comprenderà il saldo dei serramenti. Sono previsti lavori per il campo da basket: si valuterà la soluzione migliore in funzione dell’uso che si vorrà fare, considerando anche che in un prossimo futuro si dovrà sistemare l’altra parte del tetto, quella sopra il bar, e sarà quindi necessario accedere al campo da basket stesso. 

Altri lavori riguardano il campanile della chiesa parrocchiale e il passamano dell’ingresso della chiesa; la parte del sacrario della chiesa di via Valleggio che necessita di una cancellata per la tutela e il rispetto del luogo sacro, chiaramente con le dovute autorizzazioni. 

Per le entrate straordinarie ci sono da considerare le eredità ricevute, una quota delle quali è già andata alla Curia diocesana. Sta per iniziare anche una trattativa per la vendita degli immobili sempre ricevuti in eredità: si tratta di un appartamento e di una casetta a tre piani a Fraciscio, nei pressi della casa dove normalmente Padre Lorenzo porta i ragazzi in vacanza. Attualmente il problema per la casetta a tre piani è costituito da un vincolo legato alla sua  importanza culturale, dal momento che essa è costruita da oltre 70 anni. Si spera che la situazione si sblocchi al più presto per poterla vendere. Anche se le casse della Parrocchia sono robuste sarebbe meglio vendere questi immobili per avere una certa “tranquillità economica”, anche in considerazione dei lavori già eseguiti e di quelli da fare. 

Si ringrazia e si saluta il delegato degli affari economici.

3) Si passa al punto 3 dell’Odg con la lettura del verbale della seduta precedente, anche se condiviso con i membri del CPP. Questa volta si decide di leggerlo; dalla prossima, dopo la condivisione via mail, si procederà all’approvazione nella seduta successiva. 

Il verbale della seduta precedente viene letto ed approvato definitivamente.

4) Si passa al punto 4 dell’Odg: Resoconto dell’incontro del Consiglio pastorale vicariale avvenuto dopo il nostro CPP.  Erano presenti Marco Guggiari e Marina Monti, entrata a far parte della commissione di evangelizzazione. 

Marina Monti riferisce che dall’incontro è emerso che alcune attività attinenti la catechesi nelle varie parrocchie del vicariato non sono state affrontate del tutto a causa dell’ingresso di nuovi membri. Punto cruciale di questo discorso è il bisogno di aggregare e di portare quante più persone a questi momenti formativi del cammino di fede. Si sottolinea il fatto che bisogna trovare il modo di attrarre le persone, tenendo conto però degli impegni lavorativi e familiari di ciascuno per trovare l’equilibrio tra queste varie esigenze.

Marco Guggiari riferisce che la Commissione Territorio di cui fa parte, nella figura del presidente, ospite da noi nello scorso CPP, ha dato conto di come si è lavorato, in particolare di quale priorità la Commissione Territorio si è data in base alle richieste fatte dal Vescovo riguardo le specificità del nostro Vicariato. Il nostro Ordinario ha chiesto che ogni commissione indichi, in base anche alla lettura del Libro del Sinodo, quali priorità pensa di sviluppare tenendo conto delle specificità del Vicariato. 

La Commissione Territorio ha identificato tre punti: il primo sta nell’idea di lavorare ad un percorso di formazione sulle quattro costituzioni conciliari (Sacrosantum Concilium, Dei Verbum, Lumen Gentium, Gaudium et Spes). Il secondo punto sta nel tentativo di rilanciare l'impegno della testimonianza in carcere, anche sulla base di esperienze che alcuni membri della commissione territorio hanno già vissuto nel carcere del Bassone. Il terzo punto individuato è quello di trovare un raccordo tra le espressioni del volontario caritativo della città di Como sulla base di quanto si era sperimentato tra il 2018 e il 2019, quindi in epoca pre-Covid, quando era stata avviata una mappatura dello scambio tra le varie realtà caritative. Già in fase di realizzazione, come esposto nel CPP precedente, c’è la proposta di formazione sociopolitica.

Francesca Perna in merito all’incontro con la Commissione Liturgia riferisce che si sta pensando ad un incontro formativo per tutti, seguito poi da un paio di incontri più specifici indirizzati agli operatori liturgici.

Per le celebrazioni eucaristiche si è rilevata una sovrapposizione di celebrazioni su alcuni orari, insieme a una carenza in altri momenti. A tale questione si collegano anche gli orari di apertura delle chiese e la disponibilità per le confessioni.

A queste priorità si aggiunge il tema della valorizzazione dell’agenda vicariale, in modo da potersi coordinare, evitando doppioni nella città. Questo, però, significa che le singole comunità dovrebbero essere disposte a fare un passo indietro rispetto alle proprie proposte, per valorizzare le proposte comuni.

Si sottolinea poi la necessità di una formazione liturgica dei catechisti.

5) Si passa al punto 5 dell’Odg:   lettura del capitolo terzo del Libro sinodale             

Si apre il confronto

Marina Monti  riferisce che la parte letta è stata da lei apprezzata e legge dalla pag. 57: “ Non possiamo più dare per scontato che, soprattutto tra le nuove generazioni, i fondamenti della fede cristiana siano conosciuti e creduti, punto nella trasmissione qualcosa si è inceppato, punto è venuto meno quel catecumenato sociale che fino a pochi anni fa garantiva una quasi automatica trasmissione della fede tra le generazioni all'interno delle famiglie e delle comunità…” e poi pag. 67 : “… “… le nostre comunità siano allora incoraggiate a promuovere esperienze di dialogo,  di incontro, di ospitalità e di collaborazione con tutti i credenti e anche con i non credenti, anche e soprattutto in quei campi dei quali è possibile lavorare insieme sulle strade della giustizia, della pace e della carità.”  Queste parole, riferisce, l’hanno riportata a pensare alla Via Crucis dei giovani in occasione della Quaresima; quella proposta dal Vescovo è stata molto particolare, in quanto supportata da alcune testimonianze, nello specifico una da parte di un carcerato e l'altra da parte di un giovane che è stato abusato. Queste testimonianze, nell’epoca che stiamo vivendo, aiutano veramente e concretamente a scoprire la presenza di Dio e sono molto d’impatto. Oggi è veramente difficile stare al passo con i giovani, così attratti dai social e dalla nuova comunicazione; tutto questo non aiuta la trasmissione dei valori e della fede cristiana, proprio come è scritto nel libro sinodale. 

Cristina Taddei è stata colpita da questa scrittura molto lucida del Vescovo e si è chiesta a quale categoria appartenesse: probabilmente a quella nostalgica dei bei tempi passati. In realtà si sente un po’ smarrita e nostalgica dei tempi in cui le chiese e gli oratori erano ricchi di attività, forse oggi improponibili. Inoltre ritiene che, probabilmente, la fede non è più attraente per i giovani e riporta alcune esperienze: persone con malattie molto serie, magari non praticanti ma legate al mondo cattolico, che di fronte a questo smarrimento si sono appoggiate al buddismo come  filosofia (visto che non è una religione), al fine di essere aiutate a superare le loro grosse difficoltà personali. E’ stata molto colpita da questo e dal fatto che c'è chi si fida più di una filosofia che della religione cattolica. Ci si chiede come mai qualcuno con grosse difficoltà senta la necessità di affidarsi al buddismo: sembra una scelta un po’ strana. 

Massimo Colombo condivide ciò che ritiene Marina Monti in merito alla trasmissione generazionale della fede, con il bisogno di un ritorno al cuore della stessa, alla semplicità. La cosa fondamentale però potrebbe essere ritornare ad essere più semplici e ad avere più tempo per ascoltare gli altri con una maggiore apertura ai cambiamenti. Essere anche di esempio e di aiuto a chi ti è vicino, magari non solo con le parole. Cercare di superare gli eccessi della modernità non significativi, tornando alle cose veramente fondamentali, alla semplicità, che prima o poi ritrovi soprattutto nelle difficoltà. Questo potrebbe probabilmente portare a vivere il Cristianesimo con semplicità e capacità di ascoltare e di stare con gli altri. 

Marco Guggiari ritiene che questo capitolo sia “coraggioso” poiché non c’è stato indugio a dar conto della realtà in riferimento  al calo della partecipazione all’eucarestia domenicale, ai sacramenti, ai matrimoni. Nel libro sinodale il cardinale sottolinea, per esempio, due desideri autentici di bene soprattutto tra i giovani: la carità e una ricerca di spiritualità. A lui è piaciuta anche la sollecitazione finale ad una maggiore credibilità della testimonianza. 

Mariarita Villani rilegge una frase in particolare: “Occorre, insieme alla prudenza e alla saggezza, anche molta creatività e audacia”: bisognerebbe pensare a qualcosa per coinvolgere gli altri, trovare persone che si lancino, che abbiano creatività. Riferendo l'esperienza di preparazione ai matrimoni ritiene, in ogni caso, che le coppie credono in quello che stanno facendo e si mettono in gioco; anche questa è una grossa testimonianza. 

Marta Magatti ritiene ci sia la necessità di agganciare fasce di età diverse e non soltanto bambini che terminano il loro percorso appena ricevuti i sacramenti.

Inoltre la “semplicità” a cui faceva riferimento Massimo Colombo, trova sicuramente notevoli ostacoli da parte dei media rispetto al messaggio che si vorrebbe trasmettere. Insegnando in una scuola con tanti stranieri ha notato una grossa differenza tra questi ultimi e i ragazzi cristiani, perché i primi tengono tantissimo alla loro cultura, hanno una tradizione molto forte nel senso di vera e propria identità e un dialogo con loro potrebbe essere un percorso positivo e costruttivo; ci sono poi i tanti immigrati per i quali si potrebbe pensare ad una evangelizzazione. 

Padre Dino riferisce che anche a livello delle riunioni del clero emerge talvolta il disorientamento di fronte alle tante domande e alle sfide di quest’epoca di cambiamento. Cita quello che afferma il vescovo a pag. 69 e 70 del Libro Sinodale: “le forme della testimonianza cristiana in questo nostro tempo le troviamo nel Vangelo. Mi riferisco alle immagini del Vangelo del lievito, del sale e della luce che Gesù utilizza per spiegare la dinamica del Regno dentro la quale la chiesa si deve innestare”. In quest’ottica, ripensa a Don Roberto Malgesini la cui vita è stata vissuta come un “piccolo lievito” nella massa. Il valore del suo stile di vita, improntato alla concretezza della carità, vissuta con discrezione e riservatezza si è rivelato nel momento della sua morte che ha avuto un impatto fortissimo su tutti. 

Cristina Taddei riferendo anche un’esperienza personale, ritiene che bisognerebbe mostrare la propria fede cristiana innanzitutto con i comportamenti e con l’esempio, dedicandosi agli altri.

Pone il dubbio che forse “non siamo abbastanza lievito”, se non riusciamo ad attrarre persone e giovani. 

Walter Gemignani ritiene che il tutto non sia aiutato dal tipo di comunicazione sociale che esiste oggi rispetto a quella di una volta, in cui c’era una trasmissione quasi “automatica” e rituale. Il mondo oggi corre troppo velocemente ed è fatto soprattutto di formalismi; bisognerebbe invece pensare più alla sostanza ed ai valori. Non ritiene che i ragazzi non abbiano la necessità di fare delle riflessioni su se stessi, ma in un mondo come questo quasi non c'è il tempo di fermarsi a pensare; ti viene quasi inculcato nella testa come devi pensare e il modello da seguire. 

Ricorda la Messa dei Popoli celebrata con Don Giusto nella nostra parrocchia: svariate comunità e gruppi di etnie diverse hanno condiviso la celebrazione ed è stato un momento molto bello e toccante. 

Francesca Perna ritiene che sarebbe opportuno un piccolo cambio di prospettiva guardando ai social come un'opportunità anche con la relativa possibilità di dialogo tra credenti e non credenti.

Per il prossimo incontro Padre Dino propone la lettura del cap. 4 del Libro del Sinodo. La data sarà comunicata successivamente.

7) All’ultimo punto dell’Odg vi è la presentazione del progetto dell’aula studio. 

Mariarita Villani riferisce l’esperienza nata nel 2012 dall’esigenza soprattutto di coinvolgere i ragazzi con difficoltà che non frequentavano la parrocchia e che rischiavano di prendere e far prendere strade “non belle”. La maggior parte di loro si ritrovava ad andare in giro tutto il pomeriggio non avendo una famiglia che li seguisse; in quest’aula studio c’era la possibilità di studiare e stare assieme.

Dopo un paio di anni il progetto è stato affiancato, soprattutto a livello logistico, dall’associazione dei genitori delle scuole del quartiere e, tramite il CSV (Centro di Servizio per il Volontariato dell’Insubria) , da un educatore e uno psicologo, visto che le situazioni non erano sempre gestibili solo dai volontari. Le due figure presenti sono riuscite anche a formare i volontari che ne facevano parte con l’intento di aiutare questi ragazzi con difficoltà nello studio, ma anche nell’apprendimento della lingua italiana e nell’integrazione sociale. Per questioni organizzative, qualche anno fa è venuto a mancare l’appoggio dell’associazione dei genitori poiché le scuole sono state accorpate ad Istituti Comprensivi differenti. Si è cercato di proseguire nel progetto contribuendo come Parrocchia e mantenendo alcune figure fondamentali come il referente, intermediario tra volontari, scuola, famiglie e ragazzi. Il progetto era aperto e pensato non solo per i ragazzi che avevano difficoltà nello studio, ma anche per chi aveva voglia di studiare con la possibilità di aiutare gli altri. C’era anche la possibilità di fermarsi a fare merenda anche se poi non è stato più possibile a causa del Covid.

In questo momento il progetto vorrebbe coinvolgere anche i ragazzi adolescenti della parrocchia come volontari dell’aula studio, ma il tutto necessita di una nuova organizzazione. Quest’anno un buon numero di volontari è arrivato dalla Cometa e dagli scout. 

Marta Magatti, come insegnante di riferimento della scuola, reputa questa esperienza molto importante, rivolta non solo ai ragazzi con difficoltà nello studio, ma anche a quelli che, avendo i genitori che lavorano, rimangono tante ore da soli e sottolinea l’importanza della presenza di persone adulte. 

Padre Dino ritiene l’iniziativa ottima, ma vanno chiariti alcuni aspetti organizzativi, soprattutto perché, essendo rivolta a ragazzi con problematiche, sono necessarie le giuste competenze.

Marina Monti parla della richiesta economica relativa a questa iniziativa e che fino a un po’ di tempo fa era supportata dall’associazione genitori. Sottolinea il fatto che i ragazzi della Scuola Virgilio hanno un forte bisogno di questo servizio. 

Massimo Colombo ricorda la possibilità di devolvere il 5 per mille al circolo di San Giuseppe: anche se le cifre non sono altissime, si potrebbe pensare di spenderle per attività previste dallo statuto e questa potrebbe rientrare. 

 

L’incontro si chiude alle 22.55. 

 

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